Hades

Symphonic Poem

Notes:

Year 1st version: 2008

Year 2nd version: 2018

Instrumentation 1st version: 3.3.4.3 - 4.2.2.1 - timpani - perc. (2 players) - 2 harps - strings

Instrumentation 2nd version: 2.2.2.2 - 2.2.2.0 - timpani - perc. (2 players) - harp - strings

Duration: 10'

Dedication: Mario Garuti

Première: Orchestra Filarmonica Marchigiana, cond. Alessandro Cadario - Aula Magna di Ateneo Guido Bossi, Ancona - 26/02/2019 (2nd version)

Edition: Da Vinci Publishing

Description:

"Dei, che governate le anime, Ombre silenti / e Caos e Flegetonte, luoghi muti nella vasta notte, / concedetemi di dire quello che udii, e per vostra volontà / rivelare le cose sepolte nella profonda terra e nelle tenebre."
Così, nel VI libro dell'Eneide, Virgilio introduce il lungo episodio della discesa di Enea agli inferi.
A questo episodio si ispira il poema sinfonico "Hades", scritto dal compositore Mario Totaro nel 2008 per grande orchestra e "ripensato" dieci anni dopo in una versione per organico più piccolo.
 Una composizione che, come altre dello stesso autore, può essere definita "esoterica": per l'oggetto poetico rappresentato, il luogo "altro", invisibile dell'oltretomba; per il linguaggio musicale della rappresentazione, basato su una particolare tecnica compositiva definita dallo stesso autore "tecnica scalare", la quale unisce il rigore strutturale alla libertà inventiva nel contesto di uno spazio timbrico di grande suggestione e mistero.
Un grave rullo di timpani e grancassa, eseguito pianissimo in crescendo e in diminuendo come un soffio proveniente dal sottosuolo, apre la prima parte del brano evocando l'orlo dell'abisso infernale su cui si affacciano Enea e la Sibilla prima di iniziare la discesa nelle tenebre lungo un percorso disseminato di esseri immateriali e spaventosi - "la Paura, e la Fame, cattiva consigliera, e la turpe Miseria, / terribili forme a vedersi, e la Morte, e il Dolore" - che Totaro fa emergere in orchestra con un inquietante accumulo di massa e volume. Il percorso prosegue poi con l'attraversamento dei "Campi del Pianto", la dimora di "coloro che un doloroso / amore consunse con struggimento crudele" - fra questi la regina Didone, amata e abbandonata da Enea, la cui anima affiora al suono lamentoso dell'oboe - e si conclude finalmente con l'approdo ai "Campi Elisi", il luogo delle "anime felici", in un'atmosfera rischiarata dai suoni riverberanti prodotti dall'arpa, dai campanelli e dagli archi col legno battuto e rinfrescata dalla dolce brezza di Zefiro spirante fra un aereo impasto di corni "soffiati", flauti e clarinetti.
(Cristiano Veroli)

    


Videos:

Hades


Buy the score